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19 Novembre 2020

Si dice che non esistano due esseri umani perfettamente uguali e questo vale anche per ciò che riguarda la nutrizione.

Metabolismo e assorbimento ma anche gusti e antipatie alimentari: le influenze dei comportamenti alimentari incidono direttamente o indirettamente sulle nostre caratteristiche.

Quel che mangiamo ha una forte incidenza su diversi aspetti della nostra vita. Se mangiare è senza dubbio una necessità, saperlo fare con coscienza e in modo intelligente è un vantaggio.

Per questo motivo, quando si ha necessità di seguire una dieta, per perdere peso o per migliorare il proprio stato di salute, una dieta personalizzata definita attraverso un accurato consulto medico, rappresenta la soluzione migliore.

Dieta su misura: quali sono i fattori su cui si basa

Una dieta su misura ti permette di dimagrire senza rischi per la salute e in modo duraturo. Una dieta personalizzata è una dieta elaborata sulla base delle specificità ed esigenze nutrizionali di ogni persona, che prende in considerazione fattori diversi, tra i quali:

  • peso
  • altezza
  • età
  • sesso
  • stile di vita
  • preferenze alimentari.

La personalizzazione della dieta individua in primo luogo quanti chili è necessario perdere per raggiungere l’obiettivo di peso sano per ridurre il più possibile i rischi legati alle malattie derivanti dalla cattiva alimentazione.

Caratteristiche fisiche: peso, altezza e composizione corporea

Peso e altezza del soggetto sono utili per calcolare l’indice di massa corporea (IMC o BMI ) e valutare se si è in presenza di una condizione di sovrappeso o obesità. C’è da precisare che l’IMC non fornisce indicazioni esaustive sulla condizione generale di una persona ma è necessario considerare anche la composizione corporea dell’individuo.

La composizione corporea individua la percentuale di massa grassa (FM), massa magra (LBM) e acqua totale che caratterizza un individuo. Questo fattore è molto importante per stabilire le caratteristiche di un piano alimentare e anche per seguire l’andamento della dieta.

Età e Sesso

Età e sesso sono variabili determinanti quando si elabora una dieta su misura, perché possono influire sulla tendenza a prendere peso  in relazione al metabolismo e alle esigenze nutrizionali. Con l’avanzare dell’età il metabolismo tende a rallentare. Negli uomini e nelle donne la massa magra e il metabolismo basale hanno valori diversi. Ecco perché una dieta su misura dovrà essere diversa da uomo a donna.

Stile di vita e quotidianità

Per determinare l’apporto calorico della dieta su misura è necessario prendere in considerazione lo stile di vita dell’individuo, sia esso più o meno attivo. Considerare con attenzione il dispendio energetico legato alle normali attività quotidiane e alla pratica sportiva è indispensabile per determinare l’apporto calorico adeguato per ogni individuo.

Anche le abitudini quotidiane sono importanti nell’elaborare una dieta su misura per valutare l’impatto organizzativo sullo svolgimento della dieta. Pranzare fuori casa o meno e orari stabili per consumare i pasti determinano la facilità o la difficoltà che una persona può riscontrare nel seguire una dieta.

Patologie e preferenze alimentari

Il primo obiettivo di una dieta personalizzata è la salute dell’individuo. Per questo la scelta degli alimenti e dei menù non deve tenere conto solo  del valore nutrizionale e calorico ma anche delle preferenze alimentari delle intolleranze o allergie alimentari. 

Desideri seguire una dieta personalizzata accuratamente studiata sulla base delle tue caratteristiche ed esigenze? Contattami senza impegno per ricevere una prima consulenza!

Adriana Forapani


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Dottoressa Adriana Forapani nutrizionista e diabetologa

Sono Adriana Forapani, dietologa e specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie metaboliche.

Ho diversi anni di esperienza e una ferma convinzione: è possibile dimagrire con piacere!
La dieta, infatti, non deve essere necessariamente un sacrificio, qualcosa da affrontare con paura, tensione o negatività.
Individuare e seguire un regime alimentare adatto al proprio corpo e al proprio stato fisiologico significa correggere le abitudini e gli stili di vita scorretti, aprendo la porta al proprio benessere fisico e psicologico.
Mi potete trovare a Mantova e Ostiglia per iniziare e continuare un percorso specifico seguendo i vostri bisogni e le vostre esigenze.


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5 Novembre 2020

Lo stile alimentare influisce in maniera determinante sullo stato di salute dell’individuo. Anche a scopo preventivo, adottare una determinata dieta può contribuire a contrastare o ridurre gli effetti di determinate malattie croniche.

L’alimentazione vegetariana o vegana può modulare i biomarcatori infiammatori determinando un’attenuazione dei marker di infiammazione.

Da un recente studio tedesco è emerso come gli individui che seguono una dieta vegana da circa 5 anni avevano maggiori probabilità di avere un livello di proteina c reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) più basso rispetto anche a chi segue questo regime alimentare da tempi inferiori.

Nutrienti e componenti bioattivi non nutritivi delle abitudini alimentari possono dunque influenzare il profilo infiammatorio

Le popolazioni vegetariane in genere consumano una percentuale maggiore di acidi grassi insaturi rispetto ai non vegetariani ed il tipo e la quantità di grassi nella dieta possono essere responsabili di cambiamenti nei biomarcatori infiammatori.

I composti bioattivi presenti nella frutta e nella verdura, principalmente i carotenoidi e i flavonoidi, oltre che sui processi infiammatori, sembrano intervenire anche sugli aspetti immunologici. 

Seguire una dieta vegetariana o vegana riduce, per esempio, i sintomi dell’artrite reumatoide, malattia cronica infiammatoria di origine autoimmune.

L’artrite reumatoide deve la sua insorgenza sicuramente ad una predisposizione genetica ma anche a fattori modificabili.
Tra questi rientra l’alimentazione la cui parziale modifica aumenta le possibilità che la malattia regredisca.
In particolare, seguire una dieta che esclude carne e latticini garantisce un miglioramento dei sintomi della patologia tra cui dolori articolari ed edema.

Adriana Forapani


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22 Ottobre 2020

La dieta mediterranea assicura la selezione di ceppi del microbiota intestinale che proteggono dalle infiammazioni e può aiutare a vivere una vecchiaia più sana.

In uno studio recentemente condotto su un gruppo di 600 anziani, la metà di questi ai quali è stata somministrata una dieta di tipo mediterraneo per la durata di un anno , hanno avuto un miglioramento degli indici dell’infiammazione (come la proteina C reattiva) anche miglioramenti delle prestazioni cognitive, della mobilità e di altri parametri legati all’invecchiamento.

L’abitudine a mangiare molti vegetali freschi, pesce, (poche) carni bianche e cerali integrali, il tutto condito con olio d’oliva, ha effetti duraturi nel tempo.

Le popolazioni che da sempre seguono una dieta mediterranea o simile vivono mediamente più e con un livello maggiore di salute generale.

Adriana Forapani


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8 Ottobre 2020

Limitare l’assunzione di zucchero è un obiettivo personale ma anche mondiale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tra i suoi obiettivi la riduzione  dell’assunzione di zucchero a livello globale.

L’aumento del peso corporeo è infatti associato ad un aumento del consumo di zuccheri soprattutto sotto forma di bevande zuccherate.

Tra i problemi che un consumo eccessivo di zuccheri può causare ci sono:

  • Obesità.
  • Problemi cardiaci.
  • Diabete.
  • Mal di testa.
  • Diabete.
  • Danni ai denti.
  • Carenza di cromo.
  • interferenze con il sistema immunitario.

I benefici che derivano dall’eliminare o ridurre lo zucchero

1 – Miglioramento della salute cardiaca

Il consumo eccessivo di zucchero può provocare problemi di salute come l’ipertensione e l’aritmia. Ridurre gli zuccheri contribuisce a salvaguardare la salute vascolare e aiuta ad evitare la malnutrizione.

2 – Miglioramento dell’umore

Dormire a sufficienza è determinante per preservare il buon umore ed evitare l’invecchiamento prematuro. Ridurre il consumo di zucchero vi aiuterà in termini di qualità del sonno e recupero delle energie.

3 – Minor rischio di sviluppare il diabete

Bevendo una bibita zuccherata, il rischio di soffrire di diabete aumenta di circa il 25%. Le bibite dietetiche prive di zuccheri non aiutano ad evitare il problema perché contengono altri tipi di dolcificanti e di sostanze chimiche dannose per la salute.

4 – Maggiore concentrazione e memoria

Dimenticare spesso le cose e riscontrare una certa difficoltà nel concentrarsi possono essere episodi legati all’eccessivo consumo di zucchero. Lo zucchero altera le abilità cognitive e danneggia la capacità del cervello. Praticare regolare esercizio fisico aiuta a bruciare le energie che apporta lo zucchero e il vostro cervello sarà pronto per funzionare correttamente. In poco tempo la memoria migliorerà.

Adriana Forapani


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24 Settembre 2020

Sempre più persone famose e normali cittadini seguono la nuova moda del digiuno intermittente. Per quanto sappiamo attualmente in merito a questa tendenza alimentare, però, sarebbe meglio osservare una cautela. Per ottenere una vita più sana e longeva possiamo prendere in considerazione altri metodi più piacevoli e sicuri.

Il digiuno prolungato, in ogni caso, deve essere praticato solo sotto stretta sorveglianza del medico curante e non è indicato per trattare l’obesità a causa dei rischi di complicanze ad esso connessi.

Alcuni autori sostengono che il digiuno intermittente possa comportare le stesse modifiche metaboliche derivanti dalle restrizioni caloriche fra cui diminuzione della spesa energetica e riduzione di radicali liberi, modificazioni del tessuto adiposo e una rigenerazione delle cellule (autofagia).

I nutrizionisti specializzati, a differenza dei “nutrizionisti” privi di studi formali, fanno ricorso molto raramente a regimi dietetici molto restrittivi perché consapevoli dell’elevato rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare come il ricorso a grandi abbuffate soprattuto da parte di giovani adolescenti.

Indubbiamente, è più facile seguire una regime di restrizione calorica tradizionale (classica dieta) che un programma di dieta intermittente. Si tratta infatti di uno stile alimentare che non fa parte della nostra cultura, può essere incompatibile con il nostro stile di vita ed è complicato da seguire. Inoltre gli effetti collaterali come mal di testa e stanchezza possono risultare difficili da affrontare dalla maggior parte delle persone.  

L’unico digiuno per il quale non ci sono dubbi in merito ad efficacia e benefici è quello già definito dalla dieta mediterranea. La pausa notturna tra la cena e la colazione può arrivare anche a 12 ore. Anticipare l’ora e ridurre la quantità della cena presenta vantaggi metabolici molto utili quali maggior controllo insulinico e calo ponderale

Adriana Forapani


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10 Settembre 2020

Merendina o trancio di pizza possono essere consumati ma una volta la settimana perchè per la merenda dei nostri ragazzi è importante cambiare ogni giorno

Con il suono della prima campanella alle porte, i genitori hanno naturalmente dubbi su come si svolgeranno le giornate a scuole dei nostri ragazzi data la particolare situazione legata alla pandemia da Covid-19. Tra gli aspetti organizzativi da prendere in considerazione, però, come ogni anno, anche la giusta scelta alimentare per il break deve essere correttamente valutata.

La merenda, infatti, deve essere sana e non ripetitiva.

La merenda corretta

Per ogni giorno di scuola ci dovrebbero essere altrettante merende diverse. Indipendentemente che si tratti di un alimento leggero o di una merendina, la ripetitività dovrebbe essere evitata. Non esiste infatti un alimento perfetto, anche una mela mangiata tutti i giorni potrebbe non andare bene.

Se si può, sarebbe bene preparare in casa torte e crostate, più sane e genuine.
Frutta, yogurt, torte alle frutta o un piccolo panino: più si varia l’alimentazione più compensiamo gli “errori” e le carenze nutritive che in ogni tipo di pasto o di cibo ci possono essere.

La giusta quantità

La quantità rappresenta spesso un problema e le porzioni da consumare a metà mattina tendono ad essere spesso esagerate. Per orientarsi al meglio basta tenere presente che le merendine di solito contengono tutte tra le 90 e le 100 calorie. Per ragazzi dai 7 anni in su questo è valore nutrizionale corretto.

E da bere?

Ovviamente le bevande gasate e zuccherate non sono la scelta giusta. Al tè, anche se deteinato, e ai succhi di frutta è meglio preferire semplicemente dell’acqua.

Adriana Forapani


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17 Maggio 2018

I cereali integrali sono alimenti ricchi di vitamine e minerali. Contengono 5 volte di fibra in più rispetto ai cereali raffinati. L’integrale è l’antiossidante per eccellenza, ricco di acidi grassi essenziali.

I cereali integrali in chicco, non trasformati, sono una preziosa fonte di fibra e micronutrienti, come antiossidanti, vitamine, minerali. Sono inoltre una buona fonte di acidi grassi polinsaturi. Infatti, quando gli strati esterni di questi alimenti vengono rimossi e i chicchi sono raffinati, ciò che resta è solo amido e proteine.

L’assunzione di cereali integrali può contribuire al raggiungimento e al mantenimento di un peso adeguato. Le persone che consumano cereali integrali, nell’ambito di una dieta bilanciata, hanno meno probabilità di aumentare di peso nel corso del tempo.

Scegliere alimenti a base di cereali integrali porta solo vantaggi, al contrario di quelli raffinati che nel medio e lungo termine: da lievi malesseri quotidiani a vere e proprie malattie nel corso degli anni.

Adriana Forapani


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3 Maggio 2018

Ogni giorno pranzi in ufficio e hai paura che questo sia un problema per la tua decisione di iniziare una dieta e smaltire i chili accumulati? Effettivamente la vita frenetica ti spinge a mangiare ad orari irregolari e a non preoccuparti troppo di quello che metti in tavola.

Spesso l’ufficio diventa il nemico numero uno della dieta. Dal mangiucchiare davanti al computer, ai pranzi saltati per colpa di lunghe riunioni, fino alla colazione che non fai mai, perché la mattina preferisci svegliarti all’ultimo minuto.

A seconda del lavoro non si ha proprio il tempo per elaborare un pranzo corretto ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale.

Per gli impiegati che svolgono orario continuato o per chi svolge turni la cosa migliore è quella di portare in ufficio dei contenitori con frutta, verdura già pronta per essere mangiata, un pezzo di pane e cibi facilmente digeribili.

Un’ altra soluzione, non ci crederete mai, ma può essere un panino. L’importante che abbia all’interno verdura, tonno o bresaola. Attenzione però che con il panino il rischio è quello di mangiare velocemente!

È importante ritagliarsi comunque, nonostante i tempi stretti del pranzo in ufficio, il “giusto tempo” per mangiare, ovvero non meno di 20 minuti, perché masticare in fretta rende più difficile la digestione e perché la sazietà è anche una sensazione psicologica che il cervello deve avere il tempo di elaborare.

Adriana Forapani


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12 Marzo 2018

I dati sull’obesità sono allarmanti. Pensateci: se da una parte del mondo le persone muoiono di fame, dall’altra abbiamo, solo nel 2015, 4 milioni di decessi di cui il 40% attribuiti a soggetti in sovrappeso, il restante a persone obese.

Tradotto in cifre, sono 2,2 miliardi, adulti e bambini, le persone che hanno problemi gravi di peso. Ciò significa, ahimè, che un terzo della popolazione mondiale soffre di sovrappeso o obesità. Vi dico la verità, io sono molto preoccupata. Quello che voglio fare capire oggi, è che questo non è solo un problema estetico: l’obesità trascina con se conseguenze nefaste.

A studiare e raccogliere dati su questa realtà apocalittica, è uno studio, del Global Burden of Disease, presentato all’EATStockholm Food Forum e pubblicato sul New England Journal of Medicin. Vi svelo alcuni dati che sono emersi.

Grazie al cielo non siamo ancora sul podio, dove troviamo Cina, India e USA, mentre fanalini di coda sono Vietnam e Bangladesh. Il problema purtroppo è in aumento e non accenna a diminuire o tantomeno a fermarsi. Dal 1980 la prevalenza dell’obesità è raddoppiata, mi preme pertanto molto quella infantile.

Il 30% della popolazione mondiale (i famosi 2,2 miliardi) è popolata da persone che soffrono di eccesso di peso, e tra di loro ben 108 milioni sono i bambini obesi, 600 milioni gli adulti. Non si tratta di mero sovrappeso, ma significa avere un indice di massa corporea superiore a 30. Una follia!

Come dicevo all’inizio, non è solo un problema estetico, ma ci riguarda molto nel profondo. Se siamo obesi o sovrappeso avremo molta più probabilità di ammalarci. E non parlo di una semplice influenza o raffreddore: penso alle leucemie e ai tumori più funesti, come esofago, colon retto, fegato, pancreas, utero, e chi più ne ha più ne metta!

Attenzione, perché chi inizia presto ad avere problemi di peso, sarà molto più appetibile per le malattie quali ad esempio diabete e ipertensione. Non voglio però spaventarvi, ma state attenti a voi stessi e ai vostri figli: se si è in sovrappeso si è anche più vulnerabili fisicamente e moralmente.

Occorre riflettere, rimboccarsi le maniche. L’obesità, come avrete ormai capito, è uno dei problemi più complessi riguardanti la salute pubblica in quanto interessa molte, troppe persone. Una su tre è un dato terribile, per questo è necessario affrontare il problema e non voltarsi dall’altra parte.

Il prezzo da pagare in caso contrario è davvero alto, credo che nessuno di voi voglia ammalarsi di diabete, cuore o cancro.

Se rischiate quindi di rientrare in quei 2,2 miliardi di persone, quello che mi sento di dirvi è di seguire i consigli degli esperti, e soprattutto impegnatevi a seguire una dieta pennellata sulle vostre esigenze. Ricordatevi che le diete devono accompagnarvi tutto l’anno, e non fermarsi al buon proposito del 1 dell’anno.

 

Dott.ssa Adriana Forapani


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16 Gennaio 2018

Troppo spesso si legge di legami in realtà mai provati scientificamente tra presunte allergie alimentari e chili di troppo. Pubblicità ingannevoli, informazioni false, diete pericolose: fate attenzione a non cadere nella trappola di chi non vi dice come stanno le cose solo per vendervi qualcosa

C’è un legame diretto tra allergie o intolleranze alimentari e il grasso in eccesso? No. La risposta non è scontata ed è bene ribadirla in questi periodi di diete fai da te che possono provocare più danni che benefici.

Mi capita infatti sempre più spesso di vedere pubblicità in cui test diagnostici di intolleranze alimentari o allergie sono presentati come la risposta che non c’era al problema dei chili di troppo dei quali non capiamo l’origine. Allo stesso tempo alcuni test elettrodermici, l’iridiologia e altri “test bufala”, come sono stati definiti dalla comunità scientifica, si trovano facilmente in vendita con le loro luccicanti promesse anche in alcune farmacie o parafarmacie.

Eppure a oggi non esiste alcuna correlazione scientificamente provata tra allergie alimentari, vere o presunte, e l’aumento di peso. Già un anno fa si sono espresse su questo tema anche le associazioni e le società scientifiche di Diabetologia e nutrizione per contrastare il pericoloso aumento di diete alla moda completamente prive di fondamento. Una tendenza spesso cavalcata in modo furbo anche da supermercati e aziende alimentari per spingere prodotti “senza glutine”, “senza lattosio”, “senza zucchero”.

Con la salute, però, non si scherza.

Dare informazioni sbagliate o incomplete, associare l’aumento del peso a una specifica allergia o suggerire il consumo di un particolare tipo di alimenti come soluzione unica ai chili di troppo non è solo scorretto, ma può diventare pericoloso. Per combattere l’eccesso ponderale e perdere peso è necessario agire su più fronti.

Un’alimentazione corretta ed equilibrata è un primo passo importante, altrettanto fondamentale è adottare uno stile di vita non sedentario. Se vuoi scoprire altri consigli preziosi clicca qui.

Ecco che vi suggerisco di affidarvi a esperti dell’alimentazione per creare un percorso personalizzato, graduale e ragionato è l’unico modo per riuscire a perdere chili in eccesso e mantenersi in forma nel tempo, evitando stress emotivi e fisici di diete illusorie prive di fondamento scientifico.


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