Dottoressa Adriana Forapani Archivi - Dimagrire con Piacere

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8 Ottobre 2020

Limitare l’assunzione di zucchero è un obiettivo personale ma anche mondiale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tra i suoi obiettivi la riduzione  dell’assunzione di zucchero a livello globale.

L’aumento del peso corporeo è infatti associato ad un aumento del consumo di zuccheri soprattutto sotto forma di bevande zuccherate.

Tra i problemi che un consumo eccessivo di zuccheri può causare ci sono:

  • Obesità.
  • Problemi cardiaci.
  • Diabete.
  • Mal di testa.
  • Diabete.
  • Danni ai denti.
  • Carenza di cromo.
  • interferenze con il sistema immunitario.

I benefici che derivano dall’eliminare o ridurre lo zucchero

1 – Miglioramento della salute cardiaca

Il consumo eccessivo di zucchero può provocare problemi di salute come l’ipertensione e l’aritmia. Ridurre gli zuccheri contribuisce a salvaguardare la salute vascolare e aiuta ad evitare la malnutrizione.

2 – Miglioramento dell’umore

Dormire a sufficienza è determinante per preservare il buon umore ed evitare l’invecchiamento prematuro. Ridurre il consumo di zucchero vi aiuterà in termini di qualità del sonno e recupero delle energie.

3 – Minor rischio di sviluppare il diabete

Bevendo una bibita zuccherata, il rischio di soffrire di diabete aumenta di circa il 25%. Le bibite dietetiche prive di zuccheri non aiutano ad evitare il problema perché contengono altri tipi di dolcificanti e di sostanze chimiche dannose per la salute.

4 – Maggiore concentrazione e memoria

Dimenticare spesso le cose e riscontrare una certa difficoltà nel concentrarsi possono essere episodi legati all’eccessivo consumo di zucchero. Lo zucchero altera le abilità cognitive e danneggia la capacità del cervello. Praticare regolare esercizio fisico aiuta a bruciare le energie che apporta lo zucchero e il vostro cervello sarà pronto per funzionare correttamente. In poco tempo la memoria migliorerà.

Adriana Forapani


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Dottoressa Adriana Forapani nutrizionista e diabetologa

Sono Adriana Forapani, dietologa e specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie metaboliche.

Ho diversi anni di esperienza e una ferma convinzione: è possibile dimagrire con piacere!
La dieta, infatti, non deve essere necessariamente un sacrificio, qualcosa da affrontare con paura, tensione o negatività.
Individuare e seguire un regime alimentare adatto al proprio corpo e al proprio stato fisiologico significa correggere le abitudini e gli stili di vita scorretti, aprendo la porta al proprio benessere fisico e psicologico.
Mi potete trovare a Mantova e Ostiglia per iniziare e continuare un percorso specifico seguendo i vostri bisogni e le vostre esigenze.


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24 Settembre 2020

Sempre più persone famose e normali cittadini seguono la nuova moda del digiuno intermittente. Per quanto sappiamo attualmente in merito a questa tendenza alimentare, però, sarebbe meglio osservare una cautela. Per ottenere una vita più sana e longeva possiamo prendere in considerazione altri metodi più piacevoli e sicuri.

Il digiuno prolungato, in ogni caso, deve essere praticato solo sotto stretta sorveglianza del medico curante e non è indicato per trattare l’obesità a causa dei rischi di complicanze ad esso connessi.

Alcuni autori sostengono che il digiuno intermittente possa comportare le stesse modifiche metaboliche derivanti dalle restrizioni caloriche fra cui diminuzione della spesa energetica e riduzione di radicali liberi, modificazioni del tessuto adiposo e una rigenerazione delle cellule (autofagia).

I nutrizionisti specializzati, a differenza dei “nutrizionisti” privi di studi formali, fanno ricorso molto raramente a regimi dietetici molto restrittivi perché consapevoli dell’elevato rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare come il ricorso a grandi abbuffate soprattuto da parte di giovani adolescenti.

Indubbiamente, è più facile seguire una regime di restrizione calorica tradizionale (classica dieta) che un programma di dieta intermittente. Si tratta infatti di uno stile alimentare che non fa parte della nostra cultura, può essere incompatibile con il nostro stile di vita ed è complicato da seguire. Inoltre gli effetti collaterali come mal di testa e stanchezza possono risultare difficili da affrontare dalla maggior parte delle persone.  

L’unico digiuno per il quale non ci sono dubbi in merito ad efficacia e benefici è quello già definito dalla dieta mediterranea. La pausa notturna tra la cena e la colazione può arrivare anche a 12 ore. Anticipare l’ora e ridurre la quantità della cena presenta vantaggi metabolici molto utili quali maggior controllo insulinico e calo ponderale

Adriana Forapani


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10 Settembre 2020

Merendina o trancio di pizza possono essere consumati ma una volta la settimana perchè per la merenda dei nostri ragazzi è importante cambiare ogni giorno

Con il suono della prima campanella alle porte, i genitori hanno naturalmente dubbi su come si svolgeranno le giornate a scuole dei nostri ragazzi data la particolare situazione legata alla pandemia da Covid-19. Tra gli aspetti organizzativi da prendere in considerazione, però, come ogni anno, anche la giusta scelta alimentare per il break deve essere correttamente valutata.

La merenda, infatti, deve essere sana e non ripetitiva.

La merenda corretta

Per ogni giorno di scuola ci dovrebbero essere altrettante merende diverse. Indipendentemente che si tratti di un alimento leggero o di una merendina, la ripetitività dovrebbe essere evitata. Non esiste infatti un alimento perfetto, anche una mela mangiata tutti i giorni potrebbe non andare bene.

Se si può, sarebbe bene preparare in casa torte e crostate, più sane e genuine.
Frutta, yogurt, torte alle frutta o un piccolo panino: più si varia l’alimentazione più compensiamo gli “errori” e le carenze nutritive che in ogni tipo di pasto o di cibo ci possono essere.

La giusta quantità

La quantità rappresenta spesso un problema e le porzioni da consumare a metà mattina tendono ad essere spesso esagerate. Per orientarsi al meglio basta tenere presente che le merendine di solito contengono tutte tra le 90 e le 100 calorie. Per ragazzi dai 7 anni in su questo è valore nutrizionale corretto.

E da bere?

Ovviamente le bevande gasate e zuccherate non sono la scelta giusta. Al tè, anche se deteinato, e ai succhi di frutta è meglio preferire semplicemente dell’acqua.

Adriana Forapani


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17 Maggio 2018

I cereali integrali sono alimenti ricchi di vitamine e minerali. Contengono 5 volte di fibra in più rispetto ai cereali raffinati. L’integrale è l’antiossidante per eccellenza, ricco di acidi grassi essenziali.

I cereali integrali in chicco, non trasformati, sono una preziosa fonte di fibra e micronutrienti, come antiossidanti, vitamine, minerali. Sono inoltre una buona fonte di acidi grassi polinsaturi. Infatti, quando gli strati esterni di questi alimenti vengono rimossi e i chicchi sono raffinati, ciò che resta è solo amido e proteine.

L’assunzione di cereali integrali può contribuire al raggiungimento e al mantenimento di un peso adeguato. Le persone che consumano cereali integrali, nell’ambito di una dieta bilanciata, hanno meno probabilità di aumentare di peso nel corso del tempo.

Scegliere alimenti a base di cereali integrali porta solo vantaggi, al contrario di quelli raffinati che nel medio e lungo termine: da lievi malesseri quotidiani a vere e proprie malattie nel corso degli anni.

Adriana Forapani


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3 Maggio 2018

Lo sapevate che ci sono degli alimenti che possono accelerare il metabolismo?
Non sono scorciatoie che ci garantiscono di perdere peso rapidamente da un giorno all’altro, ma sono cibi utili nella nostra dieta di tutti i giorni.

Di seguito trovate solo alcuni degli alimenti che consiglio, per approfondire l’argomento guarda anche il video!

Il pompelmo è un frutto che fa benissimo in quanto contiene molta vitamina c e diminuisce il livello del colesterolo e dei trigliceridi.

L’alga Kombu, ricca di Iodio, stimola il buon funzionamento della tiroide e quindi.

L’alga Wakame contiene moltissimo calcio.

I broccoli hanno una funzione depurativa e sono ricchi di vitamina C, A e K. L’aceto di mele brucia i grassi, così come il peperoncino

Il peperoncino ha un’azione positiva sul nostro metabolismo e sulla circolazione del sangue viene attribuita al suo contenuto di capsaicina, un composto chimico in grado di svolgere un’azione stimolante sia sui processi metabolici che circolatori.

Mangiare peperoncini piccanti aumenterebbe la nostra spinta metabolica del 25% per un periodo che può prolungarsi fino a tre ore. Se da una parte il metabolismo subisce un’accelerazione, dall’altra lo stimolo della fame si riduce ed il senso di sazietà perdurerà più a lungo.

Da non sottovalutare lo zenzero, la senape, la quinoa, le spezie, il pepe…sono tutti alimenti ai quali dobbiamo dare maggiore attenzione durante la nostra dieta!

L’assunzione di cibi ricchi di omega3 si rivela fondamentale nel ristabilire il corretto ritmo del metabolismo in quanto questi acidi grassi essenziali riducono la produzione di un ormone chiamato leptina, che sarebbe in grado di contribuire al rallentamento del metabolismo. Tra gli alimenti da scegliere per aumentare l’apporto di omega3 nella dieta vi sono olio di lino, semi di lino, semi di zucca, semi di girasole, noci e anacardi.

Adriana Forapani


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3 Maggio 2018

Ogni giorno pranzi in ufficio e hai paura che questo sia un problema per la tua decisione di iniziare una dieta e smaltire i chili accumulati? Effettivamente la vita frenetica ti spinge a mangiare ad orari irregolari e a non preoccuparti troppo di quello che metti in tavola.

Spesso l’ufficio diventa il nemico numero uno della dieta. Dal mangiucchiare davanti al computer, ai pranzi saltati per colpa di lunghe riunioni, fino alla colazione che non fai mai, perché la mattina preferisci svegliarti all’ultimo minuto.

A seconda del lavoro non si ha proprio il tempo per elaborare un pranzo corretto ed equilibrato dal punto di vista nutrizionale.

Per gli impiegati che svolgono orario continuato o per chi svolge turni la cosa migliore è quella di portare in ufficio dei contenitori con frutta, verdura già pronta per essere mangiata, un pezzo di pane e cibi facilmente digeribili.

Un’ altra soluzione, non ci crederete mai, ma può essere un panino. L’importante che abbia all’interno verdura, tonno o bresaola. Attenzione però che con il panino il rischio è quello di mangiare velocemente!

È importante ritagliarsi comunque, nonostante i tempi stretti del pranzo in ufficio, il “giusto tempo” per mangiare, ovvero non meno di 20 minuti, perché masticare in fretta rende più difficile la digestione e perché la sazietà è anche una sensazione psicologica che il cervello deve avere il tempo di elaborare.

Adriana Forapani


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22 Marzo 2018

Gli esami del sangue fotografano inequivocabilmente il nostro stile di vita a tavola. Non potete barare, il loro verdetto è inequivocabile, sia che stiate mangiando schifezze da mesi, sia che siate dei perfetti salutisti.

Tutti (mi auguro) facciamo regolarmente gli esami del sangue. L’ideale sarebbe farli almeno ogni anno, sia per avere un semplice check up della nostra salute, sia per verificare che non ci sia qualcosa di poco piacevole. Loro ci dicono tutto, non c’è scampo.

È molto importante fare queste analisi, in quanto ci dicono come sta funzionando l’organismo. Ad esempio, tra le varie voci che leggete ci sono i famosi trigliceridi, ovvero i grassi che derivano dall’alimentazione. Nello specifico ci diranno se consumiamo più o meno grassi animali. Se avete valori oltre i 170mg/dl, allora siete dei forti mangiatori di insaccati e carni rosse. Fareste rabbrividire un vegetariano! Se invece il valore è sui 65/70, allora siete ghiotti di verdure…bravi!

Quante volte invece avete sentito parlare di colesterolo? Ovvero altri grassi del sangue insieme ai colleghi trigliceridi. Se il colesterolo è ridotto, primo: complimenti perché ad oggi è davvero dura sentire qualcuno che abbia il colesterolo basso, e secondo, significa che la vostra alimentazione è ricca di pesce azzurro come sgombro, salmone, tonno o sardine. Essi contengono omega3, i cosiddetti grassi buoni, molto importanti per il metabolismo. Li troverete infatti sempre nelle diete, in grandi quantità, vero? Ma gli omega3 sono molto importanti anche per mantenerci giovani, in quanto influiscono positivamente sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino. Io se fossi in voi andrei subito a trovare il vostro pescivendolo di fiducia…

Un’altra voce che parla della nostra alimentazione è quella riguardante il livello di acido urico. Se è alto allora state consumando troppe carni rosse, frattaglie e grassi animali, rischiando di trovarvi fastidiose e pericolose infiammazioni. Fate quindi attenzione a questo valore.

Scorrendo i nostri esami, troviamo poi l’omocisteina, ovvero l’aminoacido che ci indica il rischio cardiovascolare. Se ne avete molto nel sangue, è indice di basso consumo di verdure… Fatevi qualche minestrone e insalata in più, ne trarrete giovamento!

Se avete troppi grassi in corpo, attenzione che arrivano anche le transaminasi elevate, che determinano il cosiddetto “fegato grasso”, una malattia diffusa in Italia associata al sovrappeso. Ma in questo caso, non basta una dieta per disintossicare il vostro povero fegato: dovreste prendere anche il cardo mariano, ovvero una pianta officinale che protegge questo organo, e il tarassaco, pianta che cresce spontanea nei campi.

Come vedete, non si sfugge dagli esami del sangue. Loro sanno tutto di voi, ma non voglio spaventarvi. Non dovete eliminare completamente insaccati o carni rosse, questo no. Ma una cosa ve la voglio dire: state controllati con gli esami, come dicevo almeno una volta all’anno e se avete malattie del metabolismo allora anche più spesso. In caso di valori alti, cambiate stile di vita, correggete la vostra alimentazione e fate movimento. Il mio consiglio? La ricetta è davvero veloce e semplice: 5 porzioni di verdura quotidiane, 30 minuti di camminata al giorno e 200 come valore del colesterolo..ma se riuscite ad averlo più basso…tanto meglio!

Dott.ssa Adriana Forapani


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19 Marzo 2018

Siamo ciò che mangiamo, si dice. Sono convinta che la medicina migliore, specialmente per alcune patologie, sia proprio quella di mangiare bene e sano. Penso alle persone affette da insufficienza cardiaca, per i quali, ad esempio, il sodio è veleno. La miglior cura è sicuramente un intervento efficace sull’alimentazione, in particolar modo dopo le dimissioni dall’ospedale.

Accompagnare il paziente dopo il ricovero, aiutandolo ad osservare una dieta idonea alla sua particolare condizione, è stato oggetto di studio ed analisi. Attenzione però che seguire una dieta povera di sodio non significa restrizione calorica, quindi malnutrizione, tutt’altro!

È stato infatti scientificamente provato che, attraverso un intervento mirato ad una alimentazione corretta in questo tipo di persone, si sono ridotti sia i ricoveri che i giorni di permanenza all’ospedale. Come? Presto spiegato: ai pazienti con insufficienza cardiaca cronica o acuta, dimessi dall’ospedale, venivano somministrati, a domicilio, pasti ricchi di potassio e poveri di sodio. Il risultato è stato di miglioramento della salute e di conseguenza della qualità della vita.

Il sodio altro non è che il comune sale da cucina, contenuto in tantissimi alimenti e che può portare a stressare non poco il cuore, bisogna quindi stare molto attenti. Quante volte avete sentito dire che è meglio consumare alimenti a più basso tasso possibile di sodio, pericoloso per il cuore e per i reni? Perfino le aziende distributrici di acqua sfruttano, nelle proprie pubblicità, il pregio di contenerne pochissimo.

Il potassio invece, come sapete, fa molto bene, ed è un minerale indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo. È presente soprattutto nella frutta, nei legumi e nelle verdure. So che avreste preferito vi dicessi che lo trovate nei formaggi e nel cioccolato, ma mi spiace…rimarrete delusi.

Torniamo a noi. Come ho già detto, è scientificamente provato che una dieta povera di sodio e ricca di potassio, provata su diversi pazienti affetti da insufficienza renale o cardiaca e dimessi da un ospedale, fa bene. Dopo 4 settimane di trattamento e altre 12 di monitoraggio, ne hanno infatti tratto molti benefici. Lo studio si è focalizzato su persone over 55, per questo si può tranquillamente affermare che fa bene particolarmente alle persone adulte e anziane.

Penso infine che sarebbe opportuno, nel percorso post ospedale, inserire pasti appositi per queste persone. Certo, questo tipo di trattamento potrebbe risultare forse troppo dispendioso… ma la salute non ha prezzo, questo dobbiamo ricordarcelo sempre.

Dott.ssa Adriana Forapani


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26 Febbraio 2018

“Mens sana in corpore sano”, si dice. La dieta è un percorso difficile, che va al di là del semplice “mangiar il giusto e bene”. Chissà quante volte le vostre amiche vi hanno detto di aver visto una dieta miracolosa su internet, in televisione o su un giornale. Eppure poi, di miracoloso non aveva nulla. Perché? Si sbaglia il modo di affrontarle.

Pensateci: quando iniziate una dieta, qual è la prima cosa che avete voglia di fare? Ovviamente.. mangiare! Perché si sa, se sai di non poterlo fare, lo vuoi fare! Bisogna iniziare invece un percorso che guardi non solo alla trasformazione del corpo ma anche e soprattutto della mente, perché è psicologicamente che si è più fragili.
Cerco di spiegarmi meglio: occorre sfruttare in modo sano e corretto il proprio rapporto con il cibo. Corpo e mente sono complementari, se sta bene uno deve star bene anche l’altra, soprattutto durante una dieta. Tante falliscono in quanto alla prima frustrazione, si trova conforto nel cibo e si riprende inevitabilmente peso. Ma come si può cominciare a trasformare la mente?
Regola numero uno: non pensate di perdere 20 kili il primo giorno. Mai creare false aspettative, pena la frustrazione di cui parlavo prima. Andate per gradi, senza fretta. Chi va piano va sano e va lontano.
Un altro consiglio che mi sento di darvi è di non sedervi a tavola da soli, ma di circondarsi di persone giuste, che non minino il nostro percorso motivazionale e nutrizionale.

Apparecchiate sempre la tavola. Non avete ospiti? Coccolatevi, preparate il vostro tavolo  e, trucchetto, utilizzate piatti piccoli. In questo modo ingannerete l’occhio e vi sembrerà di mangiare di più.
Certo, a volte mi sento dire: “E se torno tardi e non ho voglia di un preparare un pasto completo, ma ho una barretta veloce da consumare?”. Ecco, dico la verità, sono soluzioni  che a volte consiglio anche io, non deve essere però la regola. Affidatevi piuttosto a un buon frutto, o a un bicchiere di latte.

In questo modo dormirete meno appesantiti e pronti per affrontare il giorno dopo con leggerezza e positività. E se siete stati bravi tutta la settimana, concedetevi un premio almeno la domenica, d’altronde anche Dio ha trovato un momento per riposarsi. Ma sempre senza esagerare: vedrete, sarà una goduria per il corpo e, ovviamente, per la mente.

Dott.ssa Adriana Forapani


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19 Febbraio 2018

La notizia è di quelle che fanno gola, lo so. Da sempre, nell’immaginario collettivo, la pastasciutta si piazza ai primi posti degli alimenti eliminati dalle diete, ma finalmente ottiene la sua rivincita assoluta: non è vero che fa ingrassare. Avete capito bene:  maccheroni e spaghetti sono associati ad una ridotta probabilità di obesità.

E badate bene che non lo dico solo io. Questa mia tesi è rafforzata da uno studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia dell’Irccs Neuromed di Pozzilli: l’analisi dei dati antropometrici dei partecipanti ha confermato che il consumo di pasta non è associato a un aumento di peso, anzi, il contrario! Lo avreste mai detto?

Da sempre sono convinta che la dieta migliore sia quella mediterranea: economica, sana e appetitosa, ma soprattutto ricca di grassi buoni, quindi pastasciutta, olio di oliva, ma anche pomodoro e quant’altro il nostro belpaese ci offre.

Tutto bello e tutto vero, ma attenzione sempre ai quantitativi. Non pensate di poter mangiare un kilo di pasta al giorno con un quintale di olio di oliva, questo è chiaro. Ognuno di noi, in base al proprio corpo, alla propria statura e attività fisica, ha un’esigenza alimentare diversa, che varierà da un muratore alto 1.90 a un impiegato di media statura.

Ciò che mi sento di dirvi è che godersi un piatto di spaghetti in base alle proprie necessità, non solo aiuta ad avere un indice di massa corporea sano, ma riduce la circonferenza della vita e migliora il rapporto vita-fianchi, una vera e propria rivoluzione di tutto ciò che si è sempre pensato.

La dieta mediterranea quindi, consumata con equilibrio e in modo vario, non solo ci rende il pasto più gustoso, ma fa bene anche alla salute.

Sicura d’avervi strappato un sorriso, vi consiglio dunque di inserire nella vostra dieta, (sempre con moderazione, mi preme sottolinearlo), un bel piatto di spaghetti al pomodoro… più mediterraneo di così!

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