Ostiglia

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22 Marzo 2018

Gli esami del sangue fotografano inequivocabilmente il nostro stile di vita a tavola. Non potete barare, il loro verdetto è inequivocabile, sia che stiate mangiando schifezze da mesi, sia che siate dei perfetti salutisti.

Tutti (mi auguro) facciamo regolarmente gli esami del sangue. L’ideale sarebbe farli almeno ogni anno, sia per avere un semplice check up della nostra salute, sia per verificare che non ci sia qualcosa di poco piacevole. Loro ci dicono tutto, non c’è scampo.

È molto importante fare queste analisi, in quanto ci dicono come sta funzionando l’organismo. Ad esempio, tra le varie voci che leggete ci sono i famosi trigliceridi, ovvero i grassi che derivano dall’alimentazione. Nello specifico ci diranno se consumiamo più o meno grassi animali. Se avete valori oltre i 170mg/dl, allora siete dei forti mangiatori di insaccati e carni rosse. Fareste rabbrividire un vegetariano! Se invece il valore è sui 65/70, allora siete ghiotti di verdure…bravi!

Quante volte invece avete sentito parlare di colesterolo? Ovvero altri grassi del sangue insieme ai colleghi trigliceridi. Se il colesterolo è ridotto, primo: complimenti perché ad oggi è davvero dura sentire qualcuno che abbia il colesterolo basso, e secondo, significa che la vostra alimentazione è ricca di pesce azzurro come sgombro, salmone, tonno o sardine. Essi contengono omega3, i cosiddetti grassi buoni, molto importanti per il metabolismo. Li troverete infatti sempre nelle diete, in grandi quantità, vero? Ma gli omega3 sono molto importanti anche per mantenerci giovani, in quanto influiscono positivamente sul sistema nervoso, immunitario ed endocrino. Io se fossi in voi andrei subito a trovare il vostro pescivendolo di fiducia…

Un’altra voce che parla della nostra alimentazione è quella riguardante il livello di acido urico. Se è alto allora state consumando troppe carni rosse, frattaglie e grassi animali, rischiando di trovarvi fastidiose e pericolose infiammazioni. Fate quindi attenzione a questo valore.

Scorrendo i nostri esami, troviamo poi l’omocisteina, ovvero l’aminoacido che ci indica il rischio cardiovascolare. Se ne avete molto nel sangue, è indice di basso consumo di verdure… Fatevi qualche minestrone e insalata in più, ne trarrete giovamento!

Se avete troppi grassi in corpo, attenzione che arrivano anche le transaminasi elevate, che determinano il cosiddetto “fegato grasso”, una malattia diffusa in Italia associata al sovrappeso. Ma in questo caso, non basta una dieta per disintossicare il vostro povero fegato: dovreste prendere anche il cardo mariano, ovvero una pianta officinale che protegge questo organo, e il tarassaco, pianta che cresce spontanea nei campi.

Come vedete, non si sfugge dagli esami del sangue. Loro sanno tutto di voi, ma non voglio spaventarvi. Non dovete eliminare completamente insaccati o carni rosse, questo no. Ma una cosa ve la voglio dire: state controllati con gli esami, come dicevo almeno una volta all’anno e se avete malattie del metabolismo allora anche più spesso. In caso di valori alti, cambiate stile di vita, correggete la vostra alimentazione e fate movimento. Il mio consiglio? La ricetta è davvero veloce e semplice: 5 porzioni di verdura quotidiane, 30 minuti di camminata al giorno e 200 come valore del colesterolo..ma se riuscite ad averlo più basso…tanto meglio!

Dott.ssa Adriana Forapani


Non aspettare ancora!
Se hai dei dubbi e vuoi consigli specifici per te contattami senza impegno!


Sono Adriana Forapani, dietologa e specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie metaboliche.

Ho diversi anni di esperienza e una ferma convinzione: è possibile dimagrire con piacere!
La dieta, infatti, non deve essere necessariamente un sacrificio, qualcosa da affrontare con paura, tensione o negatività.
Individuare e seguire un regime alimentare adatto al proprio corpo e al proprio stato fisiologico significa correggere le abitudini e gli stili di vita scorretti, aprendo la porta al proprio benessere fisico e psicologico.
Mi potete trovare a Mantova e Ostiglia per iniziare e continuare un percorso specifico seguendo i vostri bisogni e le vostre esigenze.

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19 Marzo 2018

Siamo ciò che mangiamo, si dice. Sono convinta che la medicina migliore, specialmente per alcune patologie, sia proprio quella di mangiare bene e sano. Penso alle persone affette da insufficienza cardiaca, per i quali, ad esempio, il sodio è veleno. La miglior cura è sicuramente un intervento efficace sull’alimentazione, in particolar modo dopo le dimissioni dall’ospedale.

Accompagnare il paziente dopo il ricovero, aiutandolo ad osservare una dieta idonea alla sua particolare condizione, è stato oggetto di studio ed analisi. Attenzione però che seguire una dieta povera di sodio non significa restrizione calorica, quindi malnutrizione, tutt’altro!

È stato infatti scientificamente provato che, attraverso un intervento mirato ad una alimentazione corretta in questo tipo di persone, si sono ridotti sia i ricoveri che i giorni di permanenza all’ospedale. Come? Presto spiegato: ai pazienti con insufficienza cardiaca cronica o acuta, dimessi dall’ospedale, venivano somministrati, a domicilio, pasti ricchi di potassio e poveri di sodio. Il risultato è stato di miglioramento della salute e di conseguenza della qualità della vita.

Il sodio altro non è che il comune sale da cucina, contenuto in tantissimi alimenti e che può portare a stressare non poco il cuore, bisogna quindi stare molto attenti. Quante volte avete sentito dire che è meglio consumare alimenti a più basso tasso possibile di sodio, pericoloso per il cuore e per i reni? Perfino le aziende distributrici di acqua sfruttano, nelle proprie pubblicità, il pregio di contenerne pochissimo.

Il potassio invece, come sapete, fa molto bene, ed è un minerale indispensabile per il buon funzionamento dell’organismo. È presente soprattutto nella frutta, nei legumi e nelle verdure. So che avreste preferito vi dicessi che lo trovate nei formaggi e nel cioccolato, ma mi spiace…rimarrete delusi.

Torniamo a noi. Come ho già detto, è scientificamente provato che una dieta povera di sodio e ricca di potassio, provata su diversi pazienti affetti da insufficienza renale o cardiaca e dimessi da un ospedale, fa bene. Dopo 4 settimane di trattamento e altre 12 di monitoraggio, ne hanno infatti tratto molti benefici. Lo studio si è focalizzato su persone over 55, per questo si può tranquillamente affermare che fa bene particolarmente alle persone adulte e anziane.

Penso infine che sarebbe opportuno, nel percorso post ospedale, inserire pasti appositi per queste persone. Certo, questo tipo di trattamento potrebbe risultare forse troppo dispendioso… ma la salute non ha prezzo, questo dobbiamo ricordarcelo sempre.

Dott.ssa Adriana Forapani


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Sono Adriana Forapani, dietologa e specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie metaboliche.

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