News Archivi - Dimagrire con Piacere

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8 aprile 2021

Il rapporto tra Covid-19 e obesità

 

L’obesità, anche quando lieve o moderata, è una condizione sfavorevole che può portare a una rapida degenerazione nella patogenesi dell’infezione al nuovo coronavirus. Dall’inizio della pandemia, è stato infatti riscontrato che molti dei pazienti malati di Sars-CoV-2 erano persone con obesità o sovrappeso. Lo dimostrano i dati degli ingressi quotidiani nelle terapie intensive: i pazienti più giovani ricoverati per la polmonite bilaterale interstiziale condividono molto spesso fattori di rischio e malattie legati all’obesità, come l’ipertensione e il diabete. In generale, il problema non è solo il minor numero di cellule immunitarie, ma anche che sono meno efficaci.

 

L’obesità aggrava il decorso della malattia

 

Il legame tra obesità e Covid-19 è stato riscontrato sin dai primi mesi del 2020, con diversi studi che hanno individuato una correlazione con le conseguenze più gravi della malattia e i maggiori livelli di mortalità ad essa attribuita. Tra i pionieri di questa indagine rientrano senz’altro i ricercatori dell’Università di Bologna, che hanno pubblicato i loro risultati sull’European Journal of Endocrinology, e quelli dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma, il cui lavoro è comparso sulla rivista Obesity Surgery. Entrambi gli studi hanno evidenziato che tra i pazienti affetti da Covid-19, un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 è risultato determinante nello sviluppo di una grave insufficienza respiratoria, in grado di portare anche al decesso. Indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio. 

 

Prevenire l’obesità con una nutrizionista esperta

 

Monitorare le proprie abitudini alimentari, attraverso diete personalizzate o visite di controllo, aiuta a perdere peso e, di conseguenza, a prevenire le patologie legate all’obesità. In questo modo diminuisce radicalmente anche la percentuale di rischio associata al Covid-19. Per ricevere un parere esperto puoi richiedere un appuntamento presso il mio studio a Mantova. Sono la dott.ssa Adriana Forapani, medico chirurgo specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie del metabolismo, e sono a tua disposizione per aiutarti a ritrovare il peso ideale

 

Contattami per maggiori informazioni o visita il mio blog, ricco di novità e consigli.


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8 aprile 2021

Mangiare a casa sì, ma cucinando 

Per perdere peso non c’è niente di meglio che preparare da sé i piatti della dieta. Consumare spesso pasti fuori casa o piatti già pronti può portare a gravi disturbi alimentari, tra cui l’obesità. Gestire i propri pasti e gli ingredienti con cui li prepariamo, invece, può migliorare i risultati di perdita del peso. Cucinare e mangiare a casa permette di decidere il metodo di cottura degli alimenti più adatto alla propria dieta, se al vapore o al forno, e di controllare quali materie prime vengono usate. Inoltre, è utile per imparare ad ascoltare i bisogni del proprio corpo e migliorare le abitudini alimentari.

A dimostrazione che non è importante solo cosa mangiamo, ma anche come e in quale luogo lo prepariamo, sono recentemente arrivati i risultati di un importante studio americano. I ricercatori hanno voluto indagare se esiste realmente un rapporto tra il fatto di prepararsi a casa i piatti della dieta e la perdita di peso. Vediamo nel dettaglio cosa hanno scoperto.

Cucinare come terapia e prevenzione contro l’obesità

Non è un caso che questo studio provenga proprio negli Stati Uniti. Ancor più di qualsiasi altro popolo al mondo, gli americani tendono a cucinare meno pasti a casa e a mangiare più cibi precotti o da fast food. Gli obiettivi dello studio in questione erano quelli di esaminare se la cucina può realmente imporsi come intervento medico per il controllo del peso e, di conseguenza, sconfiggere le malattie croniche dovute al sovrappeso e all’obesità.
Per la ricerca sono stati selezionati senza alcun criterio particolare adulti in sovrappeso e obesi, da dividere in due gruppi a seconda delle condizioni di intervento: attiva e dimostrativa. Indipendentemente dalla categoria a cui appartenevano, entrambi i gruppi avevano l’obiettivo di perdere peso nell’arco di ventiquattro settimane. La condizione attiva ha ricevuto lezioni pratiche di cucina due volte alla settimana e preparato almeno un pasto settimanale al termine della lezione stessa, mentre la condizione dimostrativa ha semplicemente osservato uno chef preparare lo stesso pasto, per poi mangiarlo.
Al termine delle ventiquattro settimane si è rilevato che la condizione attiva aveva perso molto più peso rispetto alla condizione dimostrativa (7,3% contro 4,5%). Lo studio ha quindi confermato che cucinare a casa in maniera attiva non solo aiuta a gestire meglio il proprio peso, ma addirittura può portare effetti di dimagrimento.

Segui i consigli della tua nutrizionista di fiducia

Se sei alla ricerca di un’esperta in scienza dell’alimentazione e malattie del metabolismo, prenota una visita di controllo presso il mio studio a Mantova. Sono la dottoressa Adriana Forapani, una nutrizionista preparata a attenta, in grado di aiutarti a formulare strategie e diete personalizzate. Migliora giorno dopo giorno le tue abitudini alimentari e ritrova il peso ideale. Contattami per maggiori informazioni o visita il mio blog , ricco di novità e consigli.


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1 marzo 2021

Il rapporto tra massa grassa e flusso dell’aria nelle vie aeree

 

Tra i numerosi problemi causati dal sovrappeso e dall’obesità vanno certamente segnalati quelli relativi al sistema respiratorio. È infatti innegabile che la composizione corporea di un individuo influenzi il flusso d’aria nelle sue vie aeree, determinando la percentuale di ossigeno in ingresso e in uscita. Qualora si verificassero dei cambiamenti nel normale andamento dei polmoni, provocati da un eccesso di massa grassa, potrebbero diminuire la qualità della vita e le prestazioni delle attività quotidiane. Lo vediamo, per esempio, quando si formano dei depositi di grasso su addome e torace. Questa condizione rischia di limitare l’espansione della parete toracica, la disponibilità del torace a farsi distendere e l’escursione del diaframma, aumentando lo sforzo necessario per compiere la respirazione.

 

Alcuni degli effetti sulla salute e sull’apparato respiratorio causati dall’obesità comprendono diverse malattie, tra cui: asma, ipossiemia ed embolia polmonare. In particolare, l’asma si manifesta con sintomi più gravi in pazienti obesi o in sovrappeso ed è più difficilmente controllabile attraverso i farmaci. Per fare luce sulla questione, un recente studio ha tentato di determinare la relazione tra la limitazione del flusso d’aria nelle vie aeree di piccolo e medio calibro e la composizione corporea nei giovani adulti.

 

Stanco delle solite diete? Dimagrisci con piacere!

 

Hai provato milioni di diete senza risultato? È ora di affidarti a un esperto. Sono la dott.ssa Adriana Forapani, la tua nutrizionista di fiducia con sede a Mantova. Raggiungi il peso ideale attraverso un programma personalizzato, ti permetterà di trovare la salute più facilmente. Al fine di migliorare giorno dopo giorno le tue abitudini alimentari, offro consulenze e servizi su misura. Al centro di ogni incontro e percorso vengono posti il benessere dell’individuo e un’attenta analisi del suo stato psicofisico e del suo rapporto con il cibo. Contattami per maggiori informazioni o visita il mio blog , ricco di novità e consigli.


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11 dicembre 2020

Si dice che non esistano due esseri umani perfettamente uguali e questo vale anche per ciò che riguarda la nutrizione.

Metabolismo e assorbimento ma anche gusti e antipatie alimentari: le influenze dei comportamenti alimentari incidono direttamente o indirettamente sulle nostre caratteristiche.

Quel che mangiamo ha una forte incidenza su diversi aspetti della nostra vita. Se mangiare è senza dubbio una necessità, saperlo fare con coscienza e in modo intelligente è un vantaggio.

Per questo motivo, quando si ha necessità di seguire una dieta, per perdere peso o per migliorare il proprio stato di salute, una dieta personalizzata definita attraverso un accurato consulto medico, rappresenta la soluzione migliore.

Dieta su misura: quali sono i fattori su cui si basa

Una dieta su misura ti permette di dimagrire senza rischi per la salute e in modo duraturo. Una dieta personalizzata è una dieta elaborata sulla base delle specificità ed esigenze nutrizionali di ogni persona, che prende in considerazione fattori diversi, tra i quali:

  • peso
  • altezza
  • età
  • sesso
  • stile di vita
  • preferenze alimentari.

La personalizzazione della dieta individua in primo luogo quanti chili è necessario perdere per raggiungere l’obiettivo di peso sano per ridurre il più possibile i rischi legati alle malattie derivanti dalla cattiva alimentazione.

Caratteristiche fisiche: peso, altezza e composizione corporea

Peso e altezza del soggetto sono utili per calcolare l’indice di massa corporea (IMC o BMI ) e valutare se si è in presenza di una condizione di sovrappeso o obesità. C’è da precisare che l’IMC non fornisce indicazioni esaustive sulla condizione generale di una persona ma è necessario considerare anche la composizione corporea dell’individuo.

La composizione corporea individua la percentuale di massa grassa (FM), massa magra (LBM) e acqua totale che caratterizza un individuo. Questo fattore è molto importante per stabilire le caratteristiche di un piano alimentare e anche per seguire l’andamento della dieta.

Età e Sesso

Età e sesso sono variabili determinanti quando si elabora una dieta su misura, perché possono influire sulla tendenza a prendere peso  in relazione al metabolismo e alle esigenze nutrizionali. Con l’avanzare dell’età il metabolismo tende a rallentare. Negli uomini e nelle donne la massa magra e il metabolismo basale hanno valori diversi. Ecco perché una dieta su misura dovrà essere diversa da uomo a donna.

Stile di vita e quotidianità

Per determinare l’apporto calorico della dieta su misura è necessario prendere in considerazione lo stile di vita dell’individuo, sia esso più o meno attivo. Considerare con attenzione il dispendio energetico legato alle normali attività quotidiane e alla pratica sportiva è indispensabile per determinare l’apporto calorico adeguato per ogni individuo.

Anche le abitudini quotidiane sono importanti nell’elaborare una dieta su misura per valutare l’impatto organizzativo sullo svolgimento della dieta. Pranzare fuori casa o meno e orari stabili per consumare i pasti determinano la facilità o la difficoltà che una persona può riscontrare nel seguire una dieta.

Patologie e preferenze alimentari

Il primo obiettivo di una dieta personalizzata è la salute dell’individuo. Per questo la scelta degli alimenti e dei menù non deve tenere conto solo  del valore nutrizionale e calorico ma anche delle preferenze alimentari delle intolleranze o allergie alimentari. 

Desideri seguire una dieta personalizzata accuratamente studiata sulla base delle tue caratteristiche ed esigenze? Contattami senza impegno per ricevere una prima consulenza!


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9 dicembre 2020

Lo stile alimentare influisce in maniera determinante sullo stato di salute dell’individuo. Anche a scopo preventivo, adottare una determinata dieta può contribuire a contrastare o ridurre gli effetti di determinate malattie croniche.

L’alimentazione vegetariana o vegana può modulare i biomarcatori infiammatori determinando un’attenuazione dei marker di infiammazione.

Da un recente studio tedesco è emerso come gli individui che seguono una dieta vegana da circa 5 anni avevano maggiori probabilità di avere un livello di proteina c reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) più basso rispetto anche a chi segue questo regime alimentare da tempi inferiori.

Nutrienti e componenti bioattivi non nutritivi delle abitudini alimentari possono dunque influenzare il profilo infiammatorio.

Le popolazioni vegetariane in genere consumano una percentuale maggiore di acidi grassi insaturi rispetto ai non vegetariani ed il tipo e la quantità di grassi nella dieta possono essere responsabili di cambiamenti nei biomarcatori infiammatori.

I composti bioattivi presenti nella frutta e nella verdura, principalmente i carotenoidi e i flavonoidi, oltre che sui processi infiammatori, sembrano intervenire anche sugli aspetti immunologici.

Seguire una dieta vegetariana o vegana riduce, per esempio, i sintomi dell’artrite reumatoide, malattia cronica infiammatoria di origine autoimmune.

L’artrite reumatoide deve la sua insorgenza sicuramente ad una predisposizione genetica ma anche a fattori modificabili.
Tra questi rientra l’alimentazione la cui parziale modifica aumenta le possibilità che la malattia regredisca.
In particolare, seguire una dieta che esclude carne e latticini garantisce un miglioramento dei sintomi della patologia tra cui dolori articolari ed edema.


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22 ottobre 2020

La dieta mediterranea assicura la selezione di ceppi del microbiota intestinale che proteggono dalle infiammazioni e può aiutare a vivere una vecchiaia più sana.

In uno studio recentemente condotto su un gruppo di 600 anziani, la metà di questi ai quali è stata somministrata una dieta di tipo mediterraneo per la durata di un anno , hanno avuto un miglioramento degli indici dell’infiammazione (come la proteina C reattiva) anche miglioramenti delle prestazioni cognitive, della mobilità e di altri parametri legati all’invecchiamento.

L’abitudine a mangiare molti vegetali freschi, pesce, (poche) carni bianche e cerali integrali, il tutto condito con olio d’oliva, ha effetti duraturi nel tempo.

Le popolazioni che da sempre seguono una dieta mediterranea o simile vivono mediamente più e con un livello maggiore di salute generale.


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8 ottobre 2020

 

Limitare l’assunzione di zucchero è un obiettivo personale ma anche mondiale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tra i suoi obiettivi la riduzione  dell’assunzione di zucchero a livello globale.

L’aumento del peso corporeo è infatti associato ad un aumento del consumo di zuccheri soprattutto sotto forma di bevande zuccherate.

Tra i problemi che un consumo eccessivo di zuccheri può causare ci sono:

  • Obesità.
  • Problemi cardiaci.
  • Diabete.
  • Mal di testa.
  • Diabete.
  • Danni ai denti.
  • Carenza di cromo.
  • interferenze con il sistema immunitario.

I benefici che derivano dall’eliminare o ridurre lo zucchero

1 – Miglioramento della salute cardiaca

Il consumo eccessivo di zucchero può provocare problemi di salute come l’ipertensione e l’aritmia. Ridurre gli zuccheri contribuisce a salvaguardare la salute vascolare e aiuta ad evitare la malnutrizione.

2 – Miglioramento dell’umore

Dormire a sufficienza è determinante per preservare il buon umore ed evitare l’invecchiamento prematuro. Ridurre il consumo di zucchero vi aiuterà in termini di qualità del sonno e recupero delle energie.

3 – Minor rischio di sviluppare il diabete

Bevendo una bibita zuccherata, il rischio di soffrire di diabete aumenta di circa il 25%. Le bibite dietetiche prive di zuccheri non aiutano ad evitare il problema perché contengono altri tipi di dolcificanti e di sostanze chimiche dannose per la salute.

4 – Maggiore concentrazione e memoria

Dimenticare spesso le cose e riscontrare una certa difficoltà nel concentrarsi possono essere episodi legati all’eccessivo consumo di zucchero. Lo zucchero altera le abilità cognitive e danneggia la capacità del cervello. Praticare regolare esercizio fisico aiuta a bruciare le energie che apporta lo zucchero e il vostro cervello sarà pronto per funzionare correttamente. In poco tempo la memoria migliorerà.


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24 settembre 2020

Sempre più persone famose e normali cittadini seguono la nuova moda del digiuno intermittente. Per quanto sappiamo attualmente in merito a questa tendenza alimentare, però, sarebbe meglio osservare una cautela. Per ottenere una vita più sana e longeva possiamo prendere in considerazione altri metodi più piacevoli e sicuri.

Il digiuno prolungato, in ogni caso, deve essere praticato solo sotto stretta sorveglianza del medico curante e non è indicato per trattare l’obesità a causa dei rischi di complicanze ad esso connessi.

Alcuni autori sostengono che il digiuno intermittente possa comportare le stesse modifiche metaboliche derivanti dalle restrizioni caloriche fra cui diminuzione della spesa energetica e riduzione di radicali liberi, modificazioni del tessuto adiposo e una rigenerazione delle cellule (autofagia).

I nutrizionisti specializzati, a differenza dei “nutrizionisti” privi di studi formali, fanno ricorso molto raramente a regimi dietetici molto restrittivi perché consapevoli dell’elevato rischio di sviluppare disturbi del comportamento alimentare come il ricorso a grandi abbuffate soprattuto da parte di giovani adolescenti.

Indubbiamente, è più facile seguire una regime di restrizione calorica tradizionale (classica dieta) che un programma di dieta intermittente. Si tratta infatti di uno stile alimentare che non fa parte della nostra cultura, può essere incompatibile con il nostro stile di vita ed è complicato da seguire. Inoltre gli effetti collaterali come mal di testa e stanchezza possono risultare difficili da affrontare dalla maggior parte delle persone.

L’unico digiuno per il quale non ci sono dubbi in merito ad efficacia e benefici è quello già definito dalla dieta mediterranea. La pausa notturna tra la cena e la colazione può arrivare anche a 12 ore. Anticipare l’ora e ridurre la quantità della cena presenta vantaggi metabolici molto utili quali maggior controllo insulinico e calo ponderale.


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17 maggio 2018

I cereali integrali sono alimenti ricchi di vitamine e minerali. Contengono 5 volte di fibra in più rispetto ai cereali raffinati. L’integrale è l’antiossidante per eccellenza, ricco di acidi grassi essenziali.

I cereali integrali in chicco, non trasformati, sono una preziosa fonte di fibra e micronutrienti, come antiossidanti, vitamine, minerali. Sono inoltre una buona fonte di acidi grassi polinsaturi. Infatti, quando gli strati esterni di questi alimenti vengono rimossi e i chicchi sono raffinati, ciò che resta è solo amido e proteine.

L’assunzione di cereali integrali può contribuire al raggiungimento e al mantenimento di un peso adeguato. Le persone che consumano cereali integrali, nell’ambito di una dieta bilanciata, hanno meno probabilità di aumentare di peso nel corso del tempo.

Scegliere alimenti a base di cereali integrali porta solo vantaggi, al contrario di quelli raffinati che nel medio e lungo termine: da lievi malesseri quotidiani a vere e proprie malattie nel corso degli anni.

Adriana Forapani


Non aspettare ancora!
Se hai dei dubbi e vuoi consigli specifici per te contattami senza impegno!


Sono Adriana Forapani, dietologa e specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie metaboliche.

Ho diversi anni di esperienza e una ferma convinzione: è possibile dimagrire con piacere!
La dieta, infatti, non deve essere necessariamente un sacrificio, qualcosa da affrontare con paura, tensione o negatività.
Individuare e seguire un regime alimentare adatto al proprio corpo e al proprio stato fisiologico significa correggere le abitudini e gli stili di vita scorretti, aprendo la porta al proprio benessere fisico e psicologico.
Mi potete trovare a Mantova e Ostiglia per iniziare e continuare un percorso specifico seguendo i vostri bisogni e le vostre esigenze.
 

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3 maggio 2018

Lo sapevate che ci sono degli alimenti che possono accelerare il metabolismo?
Non sono scorciatoie che ci garantiscono di perdere peso rapidamente da un giorno all’altro, ma sono cibi utili nella nostra dieta di tutti i giorni.

Di seguito trovate solo alcuni degli alimenti che consiglio, per approfondire l’argomento guarda anche il video!

Il pompelmo è un frutto che fa benissimo in quanto contiene molta vitamina c e diminuisce il livello del colesterolo e dei trigliceridi.

L’alga Kombu, ricca di Iodio, stimola il buon funzionamento della tiroide e quindi.

L’alga Wakame contiene moltissimo calcio.

I broccoli hanno una funzione depurativa e sono ricchi di vitamina C, A e K. L’aceto di mele brucia i grassi, così come il peperoncino

Il peperoncino ha un’azione positiva sul nostro metabolismo e sulla circolazione del sangue viene attribuita al suo contenuto di capsaicina, un composto chimico in grado di svolgere un’azione stimolante sia sui processi metabolici che circolatori.

Mangiare peperoncini piccanti aumenterebbe la nostra spinta metabolica del 25% per un periodo che può prolungarsi fino a tre ore. Se da una parte il metabolismo subisce un’accelerazione, dall’altra lo stimolo della fame si riduce ed il senso di sazietà perdurerà più a lungo.

Da non sottovalutare lo zenzero, la senape, la quinoa, le spezie, il pepe…sono tutti alimenti ai quali dobbiamo dare maggiore attenzione durante la nostra dieta!

L’assunzione di cibi ricchi di omega3 si rivela fondamentale nel ristabilire il corretto ritmo del metabolismo in quanto questi acidi grassi essenziali riducono la produzione di un ormone chiamato leptina, che sarebbe in grado di contribuire al rallentamento del metabolismo. Tra gli alimenti da scegliere per aumentare l’apporto di omega3 nella dieta vi sono olio di lino, semi di lino, semi di zucca, semi di girasole, noci e anacardi.

Adriana Forapani


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Sono Adriana Forapani, dietologa e specialista in Scienza dell’Alimentazione e malattie metaboliche.

Ho diversi anni di esperienza e una ferma convinzione: è possibile dimagrire con piacere!
La dieta, infatti, non deve essere necessariamente un sacrificio, qualcosa da affrontare con paura, tensione o negatività.
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